Quando torneremo a guardare le stelle

Mentre gli animali scompaiono progressivamente dai loro habitat, la loro presenza persiste nell’immaginario umano sotto forma di miti, tracce e rappresentazioni. All’interno di spazi museali e laboratori di tassidermia, luoghi sacri e album di famiglia, narrazioni cristallizzatesi nel tempo riflettono i rapporti complessi e dualistici che l’uomo ha costruito con l’alterità e con il mondo.

Quando torneremo a guardare le stelle nasce da una riflessione sui rapporti tra umano e non-umano nelle società occidentali patriarcali nell’era dell’Antropocene, fondati su logiche legate alla separazione, al controllo, all’estrazione e all’appropriazione del vivente. Da una molteplicità di forme che includono l’autoritratto, fotografie messe in scena, collage e patchwork emergono nuovi immaginari, dove l’onirico, l’umorismo e l’assurdo diventano potenziali spazi di resistenza. Con l’uso del proprio corpo e di gesti performativi, Susanna perturba le forme e le rappresentazioni esistenti costruite dall’uomo, rivelandone le strutture di potere e dominazione sottostanti che nei secoli si sono radicate nell’immaginario collettivo occidentale.

Quando torneremo a guardare le stelle è un invito a spostare lo sguardo, a pensare da altri punti di vista. Un invito ad immaginare nuove forme di relazione, di coesistenza e di cura tra umano e non-umano, tra corpi animali e corpi femminili, nel tentativo di costruire nuove alleanze tra specie-compagne.

Progetto  nell’ambito di Giovane Fotografia Italiana #13 – VOCI / VOICES


BIO

Susanna De Vido

Susanna De Vido (Conegliano, TV, 1993) è un’artista visiva residente ad Arles.

Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Architettura presso l’Università Iuav di Venezia nel 2018, lavora presso diversi studi a Parigi prima di dedicarsi interamente alla fotografia e alla pratica artistica. Nel 2022 integra il Master all’École Nationale Supérieure de la Photographie di Arles, dove si appresta a concludere il suo ultimo anno di studi, dopo uno scambio accademico presso la Aalto University a Helsinki.

La sua pratica artistica basata sull’assemblaggio di archivi, immagini performative e patchwork interroga le dinamiche di potere e dominazione contenute nelle narrazioni esistenti provenienti da storie coloniali, patriarcali e antropocentriche. Il suo lavoro è stato presentato ad eventi internazionali, tra cui Les Rencontres d’Arles 2024, il festival OFF d’Arles 2025, Trieste Photo Days 2020 e la Biennale di Architettura di Venezia 2014.