Milk, Weight, Gravity

Milk, Weight, Gravity ricostruisce una narrazione familiare che nasconde, e rivela allo stesso tempo, dinamiche psicologiche ancestrali. Racconta la leggenda di una depressione genetica, evidenziata da una serie di suicidi, riapparsa come un fantasma nella vita dell’autrice proprio come gli album di famiglia: un caos di voci, volti, storie da ascoltare, capire e rielaborare.

L’autrice presenta un vasto panorama di personaggi, esistenze difficili, morti, luoghi e connessioni, ricostruisce il proprio albero genealogico e incolla su carta i propri pensieri. Un puzzle di natura catartica che lacera l’elegante silenzio che ha circondato quasi un secolo di storie familiari. Il riserbo, nato come protezione, finisce per generare l’effetto opposto: una maledizione esistenziale tramandata fino al presente. Le fotografie scavano nell’eredità psichica alla ricerca di risposte. Le tracce lasciate dagli antenati, come pattern nelle generazioni, tornano a parlare e manifestarsi. I segreti familiari, che hanno agito come forze soprannaturali alimentando cicli di sofferenze e coincidenze, sono finalmente smascherati, resi visibili, condivisi e curati. Milk, Weight, Gravity è un flusso di coscienza intimo, un atto di cura retroattiva, una presa di coscienza.

Collage e fotografie creano un processo di connessione tra le generazioni, dagli antenati all’autrice, alla ricerca di una comprensione e di un’accettazione del passato che dia una nuova luce sul presente, ma anche sul futuro.

Progetto  nell’ambito di Giovane Fotografia Italiana #13 – VOCI / VOICES


BIO

Anie Maki

Nata e cresciuta in Alto Adige, Anna, alias Anie Maki, (Vipiteno, BZ, IT, 1998) si laurea in Comunicazione e si specializza in Fotografia. La sua ricerca ruota attorno al tema delle relazioni, che esplora attraverso il mezzo fotografico. Le piace lavorare con materiale d’archivio e mantenere una visione psicologica sulle storie con lei condivise, indagando connessioni tra passato e presente.

Il suo primo libro, Marinella, è stato pubblicato nel 2024 da Lotta Books.

“Una volta la mia terapeuta mi ha chiesto se ricordassi di aver mai guardato attraverso un piccolo foro da bambina, e mi sono rivista guardare i miei genitori litigare attraverso la porta a vetri.
Era una porta con un vetro smerigliato e una griglia, mi ricorda la regola dei terzi. La chiudevano per non farmi vedere, ma io continuavo a guardare.
Lei pensa che ora il vetro mi permetta di guardare e di stare vicino alle persone, pur rimanendo protetta da qualcosa.
Perché voglio stare vicina, ma è anche molto spaventoso.”