
Erdiola Kanda Mustafaj
Un volto non comune
24 marzo – 11 settembre 2026
Martedì 24 marzo ore 18 / Inaugurazione
@ Istituto Italiano di Cultura “C.M. Lerici”
Gärdesgatan 14, 115 27 Stockholm
Mercoledì 25 marzo ore 18 / Erdiola Kanda Mustafaj in dialogo con il curatore Daniel Urey
@ Färgfabriken
Lövholmsbrinken 1, 117 65 Stockholm
Martedì 24 marzo alle ore 18 inaugura, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, la mostra Un volto non comune di Erdiola Kanda Mustafaj, vincitrice della menzione speciale Nuove Traiettorie all’interno di Giovane Fotografia Italiana.
Durante la serata la fotografa presenterà la mostra in dialogo con Abir Boukhari, fondatrice e curatrice di AllArtNowLab. Il giorno successivo all’inaugurazione, il 25 marzo alle ore 18, Erdiola sarà inoltre ospite di un evento presso Färgfabriken, dove dialogherà con il curatore Daniel Urey.
Un volto non comune è l’esito di una residenza d’artista svolta a Stoccolma nel mese di ottobre 2025 da Erdiola, in quanto vincitrice del premio Nuove Traiettorie di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri e grazie alla collaborazione pluriennale del Comune di Reggio Emilia con l’IIC di Stoccolma che contribuisce in modo concreto alla promozione della posizionamento internazionale dell’Italia e genera ricadute durature sui percorsi professionali degli artisti coinvolti.
La mostra esplora come le persone della diaspora, immerse in un paesaggio sconosciuto, cerchino di costruire uno spazio liminale in cui la familiarità della memoria si confronta con un luogo nuovo. La vita nella diaspora si articola in rituali e gesti che si trasformano nel tentativo di ricostruire ciò che è stato lasciato nel Paese d’origine.
Fotografie tratte dall’archivio personale della signora Jaconelli, svedese di origine italiana, e immagini realizzate da Erdiola durante la sua residenza a Stoccolma, sono messe in dialogo con l’accostamento di scene spontanee di vita quotidiana e paesaggi sconosciuti, ma al tempo stesso familiari, che danno forma a una narrazione senza tempo, sospesa oltre i confini del luogo.
La presenza di elementi multimediali, come i lightbox, accanto alle fotografie d’archivio, crea un’esperienza in cui la luce illumina e trasforma l’immagine dall’interno, come un faro che guida tra passato e presente.
La mostra trae ispirazione dal testo di Joseph Brodsky The Condition We Call Exile, in cui l’esilio viene interpretato non solo come spostamento fisico, ma come una condizione profondamente umana che priva la persona della sicurezza di una casa. Brodsky suggerisce che l’esilio, pur doloroso, possa rivelarsi anche trasformativo e persino liberatorio. Le sue riflessioni sul rapporto tra linguaggio e identità hanno rappresentato un punto di riferimento centrale nella ricerca della fotografa.
Le memorie di Erdiola – che da bambina ha lasciato l’Albania per trasferirsi in Italia – si intrecciano con quelle della famiglia Jaconelli e con i momenti catturati nelle fotografie scattate a Stoccolma. Il lavoro invita a riflettere su come il linguaggio preservi la memoria di un luogo anche quando la geografia cambia. Il linguaggio visivo diventa così un archivio vivente che custodisce storie di movimento, cancellazione e resilienza.
BIO

Erdiola Kanda Mustafaj è un’artista visiva italo-albanese. Nella sua ricerca combina con grande fluidità immagine, video, scrittura e suono, ripercorrendo la complessa storia del suo Paese in una narrazione che si intreccia con la tradizione orale, il mito e la fiaba, offrendo una visione personale del patrimonio spirituale dell’Albania.
Le sue opere si sviluppano spesso in un rapporto profondo con lo spazio e con la sua trasformazione, in cui materia e presenza umana creano una connessione inseparabile, modellandosi reciprocamente senza gerarchie di valore. L’atto fotografico diventa così un processo intimo, una metamorfosi delle forme in relazione allo spazio e al tempo, che indaga i modi in cui la memoria si incarna.
Nel 2019 ha esposto presso Arthouse e il Marubi National Museum of Photography in Albania. Più recentemente ha partecipato alla residenza Photoxenia in Grecia, sostenuta dalla G&A Mamidakis Foundation. Nel 2024 è stata finalista all’Ardhje Contemporary Art Prize a Tirana e nel 2025 ha inaugurato una mostra personale presso Kunst-im-Kreuzgang a Bielefeld (Germania). Attualmente partecipa alla masterclass Reflexions 2.0.
Dal 2023 il programma Nuove Traiettorie offre a uno dei finalisti di Giovane Fotografia Italiana l’opportunità di svolgere una residenza d’artista a Stoccolma.